Dove mi trovo? Sei in Comminvest2001 » Informazioni sul Salento
Il Salento leccese è terra magica, dai colori tenui, cangianti e sfumati: il verde degli ulivi e delle viti, simboli di questo estremo lembo dello Stivale, s'inargenta alla luce del sole; il verde del mare trasparente a riva va acquistando sempre più tono verso il largo e dopo il verde intenso trascolora nel blu che si fa cobalto, proiettando sul cielo sfumature violetto e amaranto. Vegetano ancora, nella loro vetustà, boschi ricchi di mirto, di corbezzoli, di citronella e di timo, che impregnano l'aria di un profumo inebriante. Il Salento è una campagna di ulivi e di basse viti, costellata di masserie, un tempo fulcro dell'organizzazione del lavoro della terra, oggi in parte convertite al turismo.
Sull'origine del nome Salento ci sono diverse teorie: secondo alcuni, deriva dall'antico popolo dei Salentini, che in epoca preistorica si sono stanziati sulle rive dello Ionio, il cui sovrano fu il leggendario rè Sale; secondo altri, il riferimento è al sale dei due mari, il fresco Adriatico e il dolce Ionio, da cui è circondato, che s'incontrano in una sorta di abbraccio fraterno al Capo di Santa Maria di Leuca; i più campanilisti lo associano al 'sale in zucca', ossia all'arguzia degli autoctoni.
Il Salento leccese è prevalentemente pianeggiante (Tavoliere di Lecce), interrotto solo da leggere ondulazioni (le Serre Salentine) soprattutto delle coste più a sud. Come il resto della Puglia, è scarsamente piovoso, soprattutto in estate. Agosto è il mese più caldo, gennaio il più freddo; ma il clima è sostanzialmente mite tutto l'anno e il vento, che il più delle volte accarezza, compensa la violenza della tramontana, che però regala cieli limpidi e luminosi, gli stessi che campeggiano miracolosamente dopo i forti temporali estivi.
Nel Salento è perfettamente rappresentata la ricca biodiversità pugliese: la costa immediatamente a ridosso del capoluogo di provincia è, infatti, di grande interesse naturalistico e ospita il Parco naturale regionale Bosco e paludi di Rauccio e due Riserve naturali dello Stato: Le Cesine, in territorio di Vèrnole, e San Cataldo, in territorio di Lecce. A questi si aggiungono il Parco naturale regionale Costa Otranto-Santa Maria di Leuca-Bosco di Tricase, vicino a Otranto, e il Parco naturale regionale Isola di Sant'Andrea-Litorale di Punta Pizzo, nel territorio di Gallipoli. Per ambedue queste aree naturali protette regionali sono vigenti, dal 5 ottobre 2004, stringenti norme di salvaguardia, in attesa dell'entrata in vigore delle leggi regionali istitutive. Una terra protesa verso l'Albania e la Grecia, dove massima è la rappresentatività di alcuni tra gli habitat naturali più importanti a livello europeo, determinati da associazioni vegetali e da presenze di specie animali dette, appunto, transadriatiche. E' a partire da questi elementi che si sviluppa la varietà di paesaggi straordinariamente affascinanti, dalle lunghe spiagge di sabbia finissima lambite da limpide acque, come quelle di Porto Cesareo, alle rocce scoscese che scendono a picco sul mare, come quelle di Castro Marina, la pittoresca località famosa per le sue grotte come la Zinzulusa. Queste tipiche cavità naturali, ornate di stalattiti e stalagmiti, si devono alla particolarità del suolo calcareo che si lascia dolcemente erodere dalle acque sotterranee.
Attraversando il Salento leccese si ritrovano le testimonianze delle antiche civiltà che, dalla preistoria in poi, si sono avvicendate. I castelli, le chiese, le cattedrali, parlano della presenza delle civiltà greca, romana, bizantina, normanna, aragonese, che hanno contribuito a rendere questo lembo di terra assolutamente singolare rispetto al resto della Puglia.